La prima serata del lunedì sui più frequentati canali televisivi è da sempre all’insegna della sfida. Sfida che anche questa settimana non delude, prima che ci si immerga nel mood sanremese. Debutta infatti su Rai1 La rosa dell’Istria, una nuova fiction di argomento storico, a contendersi spettatori con le inchieste del FarWest di Salvo Sottile su Rai3 e la Quarta Repubblica di Nicola Porro su Rete4. Almeno un sorriso sarà garantito da Mad in Italy su Rai2, alla sua seconda prova, e dal Grande Fratello di Canale5; sempre ammesso che strappi sorrisi. L’informazione dà forma alla prima serata di Italia1, grazie a Roberto Giacobbo e un Freedom su Francesco d’Assisi mentre su La7 si parla d’informazione e disinformazione in tempi di elezioni nel mondo, con Milena Gabanelli e Lorenzo Bini Smaghi, ospiti di Corrado Augias ne La Torre di Babele.

Lo stato dell'informazione con 7 milioni di smartphone connessi. Se ne discute su La7

Il costo della democrazia

La democrazia non è gratis è il titolo dell’ottavo appuntamento de La Torre di Babele condotto da Corrado Augias, questa sera alle 21.15, su La7.
Il 2024 è l’anno con più elezioni della storia. Andrà infatti al voto oltre la metà della popolazione mondiale: dall’Europa agli Usa alla Russia, al Sudamerica, all’Asia, all’Africa. Corrado Augias insieme a Milena Gabanelli e a Lorenzo Bini Smaghi, economista già membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea e oggi presidente della Société Générale, faranno il punto su quale sia oggi lo stato dell’informazione, con sette milioni di smartphone sempre connessi, chiedendosi perché sempre meno cittadini siano disposti a pagare per un giornale; confrontandosi inoltre sui pro e contro di un’informazione gratuita. Affrontando infine con Bini Smaghi il tema dell’importanza dei servizi – pilastri della democrazia – che finanziamo con le imposte, e il problema dell’evasione fiscale in Italia.  

Il giornalismo di Milena Gabanelli

Una passione per il cinema che le è valsa una laurea al DAMS, e una spiccata attitudine alla sperimentazione del linguaggio giornalistico televisivo che l’ha resa il simbolo di quello investigativo in tv: Milena Gabanelli approda in Rai nel 1982 per collaborare agli Speciali Mixer, rubrica del celebre rotocalco d’attualità politica di Giovanni Minoli. Per poi documentarvi, da inviata, ingiustizie e atrocità dai fronti delle guerre nell’ex Jugoslavia, Cambogia, Vietnam, Birmania, Sudafrica, Territori occupati, Nagorno Kharabah, Mozambico, Somalia e Cecenia. Sarà proprio Minoli a proporla per Effetto video 8 – Professione reporter, lo spazio di Rai2 destinato al videogiornalismo sperimentale. Un laboratorio che ha fatto scuola con una formula innovativa a favore di mezzi alternativi, riduzione dei costi di gestione e di una migliore autonomia d’azione del giornalismo freelance. La formula che ha poi dato origine a Report.

Report, il più noto format di giornalismo investigativo televisivo

Report, il più noto format di giornalismo investigativo televisivo

Volto e anima dal 1997 di Report per la Rai3 di cui Minoli era direttore, Milena Gabanelli vi tratta per quasi un ventennio soprattutto temi di carattere economico; ma anche argomenti legati alla salute, alla giustizia, all’inefficienze dei servizi pubblici, fino ad affrontarvi questioni legate al crimine organizzato. Con sguardo sempre attento ai modelli di civiltà nel mondo perché se ne possa trarre spunto, affinando nel tempo il più importante (e premiato) format di giornalismo d’indagine per il mezzo televisivo. Con collaboratori storici come Sabrina Giannini, Bernardo Iovene, Paolo Mondani, Giovanna Boursier e Giorgio Mottola che ogni domenica sera, e in replica il sabato pomeriggio, sentiamo annunciare da Sigfrido Ranucci, alla guida della trasmissione dal 2017. Da allora Milena Gabanelli è penna del  Corriere della Sera con il suo Dataroom, ed editorialista di Sette. E dal 2018 il Dataroom di Milena Gabanelli è – ogni lunedì – anche l’ultima “incalzata” pagina del TG La7 di Enrico Mantana, prima di cedere la linea (in ritardo, suo malgrado) a Lilli Gruber per Ottoemezzo.

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Di Antonio Facchin

Tecnico di marketing, esperto in comunicazione con la passione per l'editoria digitale multimediale. Di formazione classica con Laurea e Master in scienze umanistiche (foto ©SimonaFilippini)

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