Taylor Swift (©Time)
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Lusinga che la popstar da record del momento riveli le sue lontane (e umili) origini italiane, ma qualcosa francamente non quadra. Unica certezza è che Taylor Swift abbia nel suo staff qualcuno che al confronto faccia impallidire lo Steve Bannon che aiutò Donald Trump a conquistare la Presidenza degli Stati Uniti d’America. Che l’ha portata a diventare protagonista di copertine epiù di un meme che la dà per prossima presidente. E anche noi abbiamo scherzato sull’ipotesi nel titolo.

Taylor Swift (©GettyImages)
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Per poi scoprire che Taylor Swift è diventata materia di confronto tra politologi alle prese con la successione di Joe Biden alle prossime elezioni, come riporta l’Huffington Post. Fenomeno mediatico senza precedenti nonché seducente prodotto del marketing USA, almeno una perplessità l’artista la suscita: posto che il mercato discografico dell’era digitale sia mutato grazie allo streaming, di Taylor Swift, Person of the Year del Time – e di conseguenza su tante altre copertine nel mondo – quante sue canzoni in realtà canticchiamo?

Taylor  Swift Vogue covers (©Pinterest)
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L’ultimo è stato Zelensky

Time ogni fine anno designa The Person of the Year: la personalità (il gruppo o l’idea) più influente dell’anno, cui dedica una copertina che entra di diritto nella storia del costume. Lo scorso anno l’onore è andato a Volodymyr  Zelensky all’apice di una popolarità di certo diversa da quella comunque ambita. Quest’anno, che rimarrà d’infausta memoria, c’è desiderio d’evasione. E non è bastato il threat sull’intelligenza artificiale e l’evasione (questa volta fisica da OpenAi per poi rientrarvi) del suo “creatore” Sam Altman.

Taylor Swift (©GettyImages)
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Taylor Swift, secondo Time, rappresenta innanzitutto una forza positiva in un mondo scosso da brutte notizie. Inoltre, il suo The Eras Tour, che include due date (il 13 e 14 luglio) a San Siro, già  sold out per 13 milioni di euro d’incasso, è considerato un fenomeno da scienza economica. Basti dire che ricade nelle previsioni di crescita del Pil americano (come avevamo già raccontato). Così Super-Taylor, che non era in difetto di copertine grazie alla sua indiscutibile avvenenza, ha conquistato forse l’unica che le mancava. Ma vi era già comparsa nel 2019, donna fra le più influenti nel mondo, in virtù del suo attivismo sociale.

Taylor Swift (©Time)
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Un fenomeno da macroeconomia o Taylor dei miracoli?

Se solo prendiamo in considerazione il giro d’affari innescato dal suo The Eras Tour, questo pare abbia iniziato dalla scorsa estate a contribuire alla crescita del Pil americano per 5 miliardi di dollari. “Solo in Nord America” riferisce Forbes,” gli incassi dell’artista sono stati pari a 2,2 miliardi di dollari: già di per sé un record. La previsione, alla fine di un tour che dovrebbe concludersi a novembre 2024 passando anche per l’Europa, è che l’incasso totale sarà di quasi 5 miliardi di dollari di spesa dei consumatori solo negli Stati Uniti”. Ma si tratta di una previsione perché il tour non è neanche a metà.

Taylor Swift (©People)
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“Se Taylor Swift fosse un’economia, sarebbe più grande di 50 Paesi”ha affermato Dan Fleetwood, presidente di QuestionPro Research and Insights. Influenza che, come spiega Usa Today, è esercitata oggi negli States anche da una collega di Swift: Beyoncé“.

Taylor Swift (©People)
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Super-Taylor (e non siamo alla Marvel)

Ma Taylor Swift era già stata protagonista di fenomeni analoghi: molto tempo prima d’iniziare il tour che l’avrebbe resa una leva dell’economia americana, l’artista era in cima alla classifica di Spotify. Dei suoi quasi 39 milioni di dollari incassati nel 2021 (i dati del 2022 non sono ancora noti) ben 35 sono legati essenzialmente allo streaming, nell’era della “dematerializzazione” del mercato musicale: vinili e cd sono infatti ormai “roba” per boomer. Taylor Swift, dunque, “regina” di Spotify: la prima artista femminile nella storia di Spotify con 100 milioni di ascoltatori mensili. Nonché prima donna a vantare quattro album nella top 10 statunitense. Ma al di fuori degli Stati Uniti chi se ne era mai accorto? Insomma, se la politica talvolta ricorre ad “armi di distrazione di massa”, la Swift è un’autentica bomba.

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Di Antonio Facchin

Tecnico di marketing, esperto in comunicazione con la passione per l'editoria digitale multimediale. Di formazione classica con Laurea e Master in scienze umanistiche (foto ©SimonaFilippini)

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